Il “fagiolo corallino” (Abrus precatorius)
Oggi parliamo di una pianta dal fascino un po’ “pericoloso”, ma ricca di curiosità e tracce di tradizione fitoterapica. Conosciuta scientificamente come Abrus precatorius L., e più familiarmente come “fagiolo corallino” o “albero dei rosari”, appartiene alla famiglia delle Fabaceae.
Vi sorprenderà scoprire che ciò che rende celebri i suoi piccoli semi rossi è… proprio la loro tossicità. Questi semi contengono una potente lectina, l’abrina, capace di interferire con la sintesi proteica: basta una dose di circa 0,01 mg per chilogrammo di peso corporeo per risultare letale 😳. Non metterli in tasca o – peggio – in bocca!
Tuttavia, in passato non si buttava via niente. Le foglie e le radici, ricche di glucosidi triterpenici (gli abrusosidi) e di glicirrizina, venivano impiegate in decotti ed estratti come emollienti e lenitivi delle vie respiratorie e digestive. Pensate a un gargarismo “domestico” per alleviare irritazioni della gola o una bevanda calda contro la tosse: sensazioni dolci-aromatiche grazie alla glicirrizina, ricchezza di sapori e antichi saperi tradizionali .
Attività e meccanismi
- Semi: la lectina abrina blocca le terminazioni nervose periferiche e può causare vomito, diarrea emorragica e collasso vascolare. Meglio osservare questi piccoli gioielli rosso-corallo… a distanza di sicurezza!
- Foglie/Radici: grazie alla componente dolce, agiscono da emollienti, utili in rimedi esterni (impacchi) o interni (decotti) per lenire irritazioni.
Indicazioni terapeutiche
Oggi l’uso interno dei semi è fortemente sconsigliato per la loro tossicità estrema; tuttavia, i decotti di foglie e radicihanno avuto un discreto impiego popolare in passato, specialmente per gargarismi nel trattamento del tracoma o come rimedi lenitivi per tosse e bronchiti.
Dosaggi e forme
- Decotto di foglie/radici: 10–15 g di pianta essiccata in 250 mL d’acqua bollente, filtrare e bere 2–3 volte al giorno.
- Tintura Madre (semi rigorosamente esclusi dall’uso interno moderno).
Avvertenze
- Semi: altissima tossicità (mezzo o due semi possono uccidere un bambino) – maneggiare con guanti e lontano dal cibo o dai giochi dei più piccoli.
- Radici/Foglie: possibile irritazione cutanea o digestiva in soggetti sensibili; evitare in gravidanza e allattamento.
- Interazioni: non segnalate, ma prudenza con farmaci che modulano la coagulazione o la pressione.
Note di galenica e curiosità
- I semi forniscono l’unità di peso tradizionale “rati” in Ayurveda; venivano perforati e infilati nei rosari (“japa mala”) – da qui il nome “albero dei rosari” – ma mai toccati con le mani nude.
- La Tintura Madre si prepara unicamente dalle parti non tossiche (foglie/radici) e con un titolo alcolico intorno al 40–50%.
Riferimento PubMed
Mahmood Z, Muhammad N, et al. “Antioxidant and hepatoprotective activities of Abrus precatorius.” Phytomedicine. 2014;21(5):610–616. PMID: 24674937


