RISMA 2020: come capire se uno studio sulla salute è davvero affidabile

Last Updated: 3 Dicembre 2025

Quando leggiamo una notizia sulla salute – “uno studio dice che…”, “nuovo farmaco riduce il rischio di infarto”, “una dieta allunga la vita” – di solito vediamo solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è spesso un tipo particolare di ricerca chiamata revisione sistematica, a volte accompagnata da una meta-analisi. Sono studi che mettono insieme molti lavori diversi sullo stesso argomento per arrivare a una sintesi più solida.

Il problema? Se questi studi non vengono descritti bene, chi legge – medici, ricercatori, giornalisti, ma anche noi cittadini – rischia di non capire quanto siano affidabili i risultati. Proprio per questo è nato PRISMA, un insieme di regole internazionali che spiegano come raccontare in modo chiaro e completo una revisione sistematica. La versione aggiornata, chiamata PRISMA 2020, è oggi una delle linee guida più usate al mondo nel campo della ricerca medica.BMJ+1

Che cos’è una revisione sistematica (e perché conta)?

Immagina che tu voglia sapere se un certo farmaco per la pressione funziona davvero. Non basta un singolo studio: magari è stato fatto su poche persone, o in un paese soltanto, o con metodi non perfetti. Una revisione sistematicaraccoglie tutti gli studi disponibili su quell’argomento, li valuta uno per uno e prova a dare una risposta complessiva:
“Tenendo conto di tutte le ricerche, questo trattamento sembra efficace / poco efficace / non abbiamo prove sufficienti”.

Quando i dati lo permettono, i ricercatori possono anche fare una meta-analisi, cioè una specie di “media statistica” dei risultati dei vari studi. È un lavoro enorme, che richiede metodo e trasparenza. Se il lavoro è fatto bene, una revisione sistematica diventa una delle prove più forti che abbiamo in medicina per decidere linee guida, rimborsi, scelte terapeutiche.

Però c’è un punto chiave: non basta fare bene la revisione, bisogna anche raccontarla bene. Se non è chiaro come gli studi sono stati cercati, scelti o esclusi, come sono stati analizzati i dati, quali limiti ci sono, diventa molto difficile valutare quanto fidarsi delle conclusioni.

PRISMA 2020: la “checklist” per scrivere in modo trasparente

PRISMA è l’acronimo di Preferred Reporting Items for Systematic reviews and Meta-Analyses. La versione originale risale al 2009; nel 2021 è stata pubblicata la nuova versione PRISMA 2020, che aggiorna e amplia le raccomandazioni per tenere conto dei progressi nella metodologia e negli strumenti di revisione.BMJ+1

In pratica, PRISMA 2020 è una checklist di 27 punti che ricercatori e riviste scientifiche usano come guida quando scrivono o valutano una revisione sistematica. Non dice come fare la ricerca (per quello esistono altre linee guida), ma come raccontarla in modo completo e trasparente.PRISMA statement+1

Tra le cose che PRISMA 2020 chiede di spiegare in modo chiaro ci sono, ad esempio:

  • perché è stata fatta la revisione;

  • come sono stati cercati gli studi (banche dati, parole chiave, date);

  • quali criteri sono stati usati per includere o escludere gli studi;

  • come è stata valutata la qualità degli studi;

  • come sono stati combinati i risultati (per esempio tramite meta-analisi);

  • quali limiti e possibili fonti di errore sono stati individuati.BMJ+1

Esiste anche una versione specifica della checklist dedicata agli abstract, cioè ai riassunti degli articoli, in modo che già dalle prime righe il lettore possa capire i punti fondamentali dello studio.PRISMA statement

Perché PRISMA 2020 è considerata così importante?

L’articolo del BMJ che presenta PRISMA 2020 è stato pubblicato nel 2021 ed è diventato in pochissimo tempo uno dei lavori più citati nella letteratura medica recente, con decine di migliaia di citazioni scientifiche.BMJ+1

Questo succede per vari motivi:

  1. Le revisioni sistematiche sono alla base di molte decisioni sanitarie. Linee guida cliniche, rimborsi, politiche sanitarie e raccomandazioni che arrivano fino al banco della farmacia si basano spesso su revisioni sistematiche e meta-analisi. Se queste sono riportate male, il rischio di malintesi è enorme.

  2. Molti studi, pur essendo stati condotti bene, vengono raccontati in modo incompleto. Prima di PRISMA, o senza PRISMA, era frequente trovare articoli dove non era chiaro quanti studi fossero stati esclusi, perché, o se qualche parte del protocollo era cambiata in corsa. Questo rendeva difficile giudicare l’affidabilità delle conclusioni.

  3. I lettori hanno bisogno di strumenti per orientarsi. PRISMA non è pensata solo per chi scrive, ma anche per chi legge. Conoscere l’esistenza di PRISMA permette a medici, farmacisti, giornalisti e cittadini interessati di farsi domande giuste: “Gli autori spiegano come hanno cercato gli studi? Dicono se hanno registrato un protocollo? Dichiarano i conflitti di interesse?”.

In questo senso, PRISMA 2020 non è solo una checklist tecnica: è uno strumento di trasparenza e democrazia della conoscenza.

Cosa cambia rispetto alla versione precedente

Rispetto alla versione del 2009, PRISMA 2020 introduce diverse novità. Fra le più importanti, troviamo:

  • un linguaggio aggiornato, che tiene conto dei nuovi metodi usati per cercare e selezionare gli studi (per esempio ricerche automatizzate o uso di registri di studi clinici);

  • nuovi diagrammi di flusso, che aiutano a visualizzare in modo chiaro quanti studi sono stati trovati, quanti esclusi e per quali motivi;

  • una checklist estesa con spiegazioni ed esempi pratici per ogni punto, pensata per aiutare gli autori a non dimenticare nulla di importante.BMJ+2PRISMA statement+2

Questi aggiornamenti nascono dal fatto che, negli ultimi anni, il modo di fare revisioni sistematiche è cambiato molto: nuove banche dati, protocolli registrati in anticipo, maggiore attenzione al rischio di bias (distorsioni) e all’impatto delle fonti di finanziamento.

Cosa significa tutto questo per chi entra in farmacia o legge un articolo online?

Potresti chiederti: “Ma a me, che devo solo scegliere un integratore o capire se un farmaco è sicuro, cosa interessa PRISMA?”.

In realtà ti riguarda più di quanto sembri. Quando senti frasi come “una revisione sistematica ha dimostrato che…” oppure “una meta-analisi su 20 studi ha trovato che…”, è molto probabile che il lavoro citato segua – o dovrebbe seguire – PRISMA 2020.

Sapere che esiste un documento internazionale che chiede agli autori di:

  • dire chiaramente come hanno cercato gli studi;

  • spiegare perché ne hanno esclusi alcuni;

  • dichiarare i limiti del loro lavoro;

ti aiuta a capire che non tutte le frasi “la scienza dice” hanno lo stesso peso.

Per chi lavora in farmacia, in ambulatorio o nei media, PRISMA 2020 è uno strumento fondamentale per valutare la qualità delle prove prima di trasformarle in consigli al pubblico.

Come possiamo usare PRISMA nella vita di tutti i giorni?

Non serve essere statistici per sfruttare lo spirito di PRISMA 2020. Alcune domande semplici che possiamo tenerci in tasca quando sentiamo parlare di “nuovi studi” sono:

  • Questa notizia si basa su un singolo studio o su una revisione di tanti studi?

  • Se è una revisione, il riassunto (abstract) spiega come sono stati scelti gli studi?

  • Vengono citati i limiti, o sembra tutto “miracoloso”?

Se poi vogliamo fare un passo in più, possiamo anche dare un’occhiata alla versione aperta di PRISMA 2020: è disponibile online, in più lingue, comprese risorse in italiano, e può essere consultata da chiunque, non solo dagli addetti ai lavori.PRISMA statement+1

In altre parole, PRISMA 2020 è una sorta di “etichetta trasparente” per gli studi più complessi. Esattamente come leggiamo l’etichetta di un farmaco o di un integratore per capire cosa contiene, PRISMA ci aiuta a “leggere l’etichetta” di una revisione sistematica, per capire quanto possiamo fidarci di ciò che stiamo leggendo o consigliando.


Fonti (con link ipertestuali)