Convegno “Principi e pratica dell’Ayurveda”: sold out a Medea (GO)

Last Updated: 12 Dicembre 2025

Convegno “Principi e pratica dell’Ayurveda”: un sold out che parla di prevenzione, comunità e scienza

Domenica 16 novembre 2025 la Sala parrocchiale di via Diaz a Medea (GO) si è riempita fino all’ultimo posto: il convegno “Principi e pratica dell’Ayurveda”, promosso dalla Farmacia San Martino in collaborazione con il Comune di Medea, ha registrato il sold out con 50 partecipanti. Un evento senza scopo di lucro, pensato per sostenere la scuola del territorio: l’intero incasso è infatti destinato all’istituto scolastico, a conferma della volontà di coniugare salute, cultura e responsabilità sociale.

Sin dall’apertura dei lavori, alle 9.30, è stato chiaro che non si trattava di una semplice conferenza divulgativa. I moderatori, dr. Samuele Secchiero e dr. Marcello Falzari, hanno delineato obiettivi e metodo della giornata: offrire una panoramica rigorosa ma accessibile sull’Ayurveda come sistema tradizionale di prevenzione e cura, collocandolo all’interno del dialogo con la medicina basata sulle evidenze e sottolineandone il ruolo complementare – mai sostitutivo – rispetto al medico curante. Un approccio in linea con quanto emerge anche in letteratura, dove diversi lavori descrivono l’Ayurveda come un sistema di cura centrato su prevenzione, stili di vita e promozione del benessere globale.(PubMed)

Mattina: fondamenti teorici, dai Mahābhūta ai Doṣa

La sessione del mattino è stata affidata al dr. Ezio Gallas, medico gastroenterologo con formazione in Ayurveda. La sua relazione ha guidato i presenti attraverso alcune parole chiave che ritornano spesso nei testi classici:

  • l’idea di Samhita come principio di unità e coerenza dell’organismo
  • i Mahābhūta, i cinque elementi (terra, acqua, fuoco, aria, etere) che descrivono qualità e tendenze della materia vivente
  • i DoṣaVāta, Pitta, Kapha – intesi come principi funzionali che regolano movimento, trasformazione e stabilità
  • le Guṇa, le qualità che colorano mente e comportamento

Lungi dall’essere concetti “esoterici”, sono stati presentati come strumenti descrittivi che aiutano a leggere abitudini, fragilità e risorse della persona, specie in relazione a stagioni, sonno, alimentazione, gestione dello stress e dei ritmi quotidiani. Un’impostazione che dialoga con le ricerche contemporanee sul ruolo di dieta, ritmo sonno-veglia e stili di vita nella prevenzione delle malattie croniche, ambito in cui diverse revisioni richiamano il potenziale delle strategie ayurvediche come supporto alla medicina convenzionale.(PMC)

Ampio spazio è stato dedicato alle domande del pubblico: si è parlato di insonnia, pasti serali troppo abbondanti, uso “nervoso” degli schermi, difficoltà a ritagliarsi routine di movimento – temi molto concreti, su cui l’Ayurveda offre indicazioni pratiche di igiene quotidiana (orari dei pasti, qualità degli alimenti, gestione delle stagioni) da integrare con le raccomandazioni mediche personalizzate.

Pausa pranzo: teoria che diventa esperienza

La pausa pranzo a buffet, curata dall’Agriturismo “Lis Rosis”, è stata pensata come parte dell’esperienza formativa: piatti semplici, stagionali, con un’attenzione particolare alla digeribilità e alla qualità degli ingredienti, nel solco dell’idea ayurvedica di cibo come primo strumento di prevenzione. Non una “dieta ayurvedica” in senso stretto, ma un esempio concreto di come si possano tradurre in pratica le linee guida su combinazioni, stagionalità e moderazione.

Pomeriggio: Nadī Vigyan e “meccanismo della conoscenza”

Nel modulo operativo del pomeriggio il focus si è spostato sulle applicazioni pratiche.

La dott.ssa Graziella Bensi, farmacista e docente, ha introdotto il tema del Nadī Vigyan (analisi del polso). Partendo dai testi tradizionali, ha spiegato finalità e criteri di una corretta esecuzione, ma anche i limiti di questo strumento:

  • necessità di una lunga formazione
  • importanza di un contesto silenzioso e di un’osservazione attenta
  • rischio di semplificazioni eccessive se il metodo viene “estratto” dal suo quadro teorico e applicato in modo frettoloso

La Bensi ha insistito in particolare sulla necessità di collocare il Nadī Vigyan all’interno di un percorso integrato, in cui l’osservazione del polso non sostituisce mai esami strumentali, anamnesi completa e diagnosi medica, ma può offrire spunti aggiuntivi nella lettura del terreno e degli stili di vita. Questa prudenza è in linea con gli studi che stanno cercando di valutare ripetibilità e validità della diagnosi di polso: alcune ricerche mostrano livelli interessanti di concordanza intra-operatore, ma con risultati più cauti sull’accordo tra diversi professionisti e sulla standardizzazione, sottolineando la necessità di ulteriori studi controllati.(PMC)

A seguire, Nicola Manente, naturopata e autore di “Ayurveda scientifico”, ha spostato l’attenzione sul tema del “meccanismo della conoscenza”, riflettendo sui concetti di Chandas e Devatā: come nasce, in Ayurveda, il processo di conoscere il paziente? Come si integrano osservazione, ascolto, esperienza e strumenti tradizionali? Il tutto è stato calato nella vita quotidiana:

  • regolarità del ritmo sonno-veglia
  • alimentazione consapevole e non solo “corretta” dal punto di vista calorico
  • piccole pratiche stagionali per accompagnare i cambi di clima
  • gesti concreti per la gestione dello stress in famiglia

Questi spunti dialogano con una crescente produzione scientifica che esamina le pratiche ayurvediche e dello Yogacome strumenti di supporto per la gestione di disturbi cronici e dello stress, sempre in un’ottica integrativa e di coesistenza con i percorsi di cura convenzionali.(LWW Journals)

Un evento percepito come “inedito” e multidisciplinare

Il confronto finale con la platea ha messo in evidenza alcuni punti comuni:

  • l’apprezzamento per un linguaggio rigoroso ma comprensibile, che non banalizza ma non allontana
  • la soddisfazione per l’approccio multidisciplinare: medico, farmacista, naturopata, ciascuno con il proprio ruolo
  • la percezione di un’iniziativa inedita per il territorio e, per impostazione e profilo dei relatori, non frequente neppure a livello nazionale, soprattutto per la capacità di tenere insieme spiritualità, stili di vita, prevenzione e cautela scientifica

Diversi interventi dal pubblico hanno sottolineato l’importanza di poter discutere di Ayurveda in modo laico, critico e rispettoso, senza opporre sistemi di cura, ma esplorando possibili complementi alla medicina convenzionale per migliorare stili di vita, aderenza alle terapie e consapevolezza del proprio corpo. Un tema che ritorna anche in recenti revisioni sulla gestione integrata delle malattie croniche e sull’uso dei sistemi tradizionali in affiancamento alla biomedicina.(PMC)

In chiusura, gli organizzatori hanno ringraziato famiglie, direttivo e simpatizzanti per il sostegno e il passaparola che hanno permesso di raggiungere il sold out e di trasformare il convegno in un’occasione concreta di supporto alla scuola. L’evento è stato presentato non come punto di arrivo, ma come primo passo di un percorso di formazione continua sul tema della prevenzione, dell’integrazione tra saperi e del ruolo attivo della comunità nella promozione della salute.