Scottature da sole: cose fare, cosa evitare
Scottature da sole: cosa fare davvero quando la pelle brucia, e quali rimedi evitare
Una giornata al mare, una passeggiata in montagna o qualche ora trascorsa all’aperto possono bastare. La sera la pelle comincia a tirare, diventa calda, arrossata e dolorante: è arrivata la scottatura solare.
La tentazione, a quel punto, è cercare una crema capace di farla sparire rapidamente. In realtà è importante chiarire subito un concetto: non esiste un prodotto che possa “annullare” il danno provocato dai raggi ultravioletti. Una volta che la pelle si è scottata, l’obiettivo è soprattutto ridurre dolore e infiammazione, mantenere una buona idratazione e permettere alla cute di ripararsi senza ulteriori aggressioni.
La maggior parte delle scottature lievi migliora spontaneamente nell’arco di alcuni giorni. Ma non tutte le ustioni solari sono uguali e, soprattutto quando compaiono bolle, febbre o malessere generale, è bene non sottovalutarle. (ISSalute)
Che cosa succede alla pelle quando ci scottiamo al sole
La scottatura solare è una vera e propria reazione infiammatoria provocata da una dose eccessiva di radiazioni ultraviolette, soprattutto UVB ma con il contributo anche degli UVA.
L’arrossamento che vediamo sulla pelle è soltanto la parte più evidente del fenomeno. Le radiazioni ultraviolette provocano infatti danni cellulari e al DNA, innescando la liberazione di mediatori dell’infiammazione. I piccoli vasi sanguigni della pelle si dilatano, aumenta il flusso di sangue nella zona e compaiono calore, rossore, gonfiore e dolore.
Ed è proprio per questo che la scottatura non sempre compare immediatamente. Al momento dell’esposizione possiamo avere l’impressione che vada tutto bene, mentre l’infiammazione continua a svilupparsi nelle ore successive. (PubMed)
Nei casi più lievi abbiamo essenzialmente un’ustione superficiale: pelle arrossata, calda e dolente. Quando compaiono vesciche o bolle, il danno è più profondo e siamo di fronte a una scottatura di maggiore gravità. (ISSalute)
Scottatura da sole: la prima cosa da fare è interrompere l’esposizione
Sembra scontato, ma è il provvedimento più importante.
Quando ci accorgiamo di esserci scottati dobbiamo uscire dal sole e proteggere completamente la zona interessata. Non basta applicare una crema e continuare a stare in spiaggia.
La pelle già infiammata è particolarmente vulnerabile e una nuova esposizione può aggravare il danno. Nei giorni successivi la zona scottata dovrebbe quindi restare coperta con indumenti leggeri e non essere nuovamente esposta direttamente al sole fino alla completa risoluzione dell’eritema. (ISSalute)
Raffreddare la pelle, ma senza ghiaccio
Nelle prime ore uno dei rimedi più semplici è anche uno dei più utili: raffreddare delicatamente la pelle.
Si possono fare docce fresche, bagni freschi oppure applicare sulla zona panni puliti inumiditi con acqua fresca. Non serve che l’acqua sia gelata.
Anzi, è meglio evitare di appoggiare direttamente sulla scottatura ghiaccio o sacchetti congelati: il freddo molto intenso può danneggiare ulteriormente una pelle già compromessa.
Dopo la doccia non è necessario sfregare con l’asciugamano. Meglio tamponare delicatamente e lasciare la cute leggermente umida prima di applicare un prodotto idratante. (Accademia Americana di Dermatologia)
Idratare la pelle: sì alle creme semplici e lenitive
Dopo aver rinfrescato la zona può essere utile applicare una crema emolliente e idratante, preferibilmente semplice e priva di profumazioni.
La funzione principale non è quella di “curare l’ustione”, ma di ridurre la sensazione di pelle che tira e favorire il mantenimento dell’idratazione dello strato superficiale della cute.
Creme o gel doposole possono quindi essere utili soprattutto per il loro effetto rinfrescante ed emolliente.
E l’aloe vera?
L’aloe è probabilmente uno dei rimedi più conosciuti per la pelle arrossata dal sole. Anche l’American Academy of Dermatology indica i prodotti idratanti contenenti aloe vera tra quelli che possono contribuire a lenire la sensazione di bruciore. (Accademia Americana di Dermatologia)
È però importante non trasformare questo consiglio in una promessa terapeutica.
Uno studio clinico randomizzato pubblicato e indicizzato su PubMed, ad esempio, non ha riscontrato una significativa capacità di una crema contenente il 70% di aloe vera di ridurre l’eritema solare rispetto al placebo. Una revisione Cochrane sugli impieghi dell’aloe nelle ferite ha inoltre concluso che le evidenze cliniche disponibili sono complessivamente di qualità insufficiente per attribuirle un chiaro effetto cicatrizzante. (PubMed)
In pratica, un buon gel all’aloe può essere piacevole, fresco e lenitivo, ma non “cancella” la scottatura e non sostituisce le normali misure di trattamento.
È una distinzione importante, soprattutto quando si parla di rimedi naturali.
Bere di più può essere utile
Una scottatura estesa non interessa soltanto la superficie della pelle. L’infiammazione favorisce il richiamo di liquidi verso i tessuti cutanei e, soprattutto se la scottatura è avvenuta dopo molte ore trascorse al caldo, può associarsi anche a disidratazione.
Per questo è opportuno bere regolarmente acqua nelle ore successive, evitando soprattutto un consumo eccessivo di alcol. (Accademia Americana di Dermatologia)
Mal di testa, debolezza, nausea, vertigini o crampi non devono però essere attribuiti automaticamente alla scottatura: dopo una lunga esposizione al sole possono essere anche segnali di una patologia da calore. Il Ministero della Salute ricorda che un’esposizione prolungata può associarsi a insolazione e colpo di calore, condizioni che possono diventare serie. (Ministero della Salute)
Quando il dolore è forte
Per una scottatura dolorosa possono essere utilizzati, quando appropriati, comuni analgesici come paracetamolo o ibuprofene. (ISSalute)
Non significa però che siano adatti indistintamente a tutti. L’ibuprofene, per esempio, richiede cautela in presenza di alcune patologie gastriche o renali, con determinate terapie e in alcune fasi della gravidanza.
In caso di dubbi è quindi utile chiedere al farmacista quale prodotto sia compatibile con età, condizioni di salute e medicinali già assunti.
E il cortisone in crema?
Su questo punto vale la pena fare una precisazione.
L’Istituto Superiore di Sanità cita l’idrocortisone topico tra le possibilità nei casi più importanti, raccomandando però il parere medico quando le zone interessate sono estese. (ISSalute)
Gli studi clinici indicano tuttavia che i corticosteroidi applicati dopo che la scottatura si è già sviluppata non sembrano abbreviare in maniera clinicamente significativa la reazione cutanea. In uno studio randomizzato in doppio cieco, corticosteroidi topici di media o elevata potenza applicati 6 o 23 ore dopo l’esposizione UV non hanno determinato un beneficio clinicamente utile sull’eritema. (PubMed)
Non è quindi una buona idea utilizzare autonomamente creme cortisoniche “forti” nella speranza di far sparire rapidamente l’ustione.
Se compaiono le bolle, non romperle
Le vesciche sono un segnale importante perché indicano una lesione più profonda della pelle.
Per quanto possa essere fastidioso, non bisogna bucarle o strapparne la superficie. La pelle che ricopre la vescica costituisce infatti una barriera naturale che protegge i tessuti sottostanti dalle infezioni.
La zona deve essere mantenuta pulita e protetta. Se una bolla è molto grande, particolarmente dolorosa oppure si rompe e mostra segni di infezione, è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista. (Accademia Americana di Dermatologia)
Cosa evitare sulle scottature solari
Accanto ai rimedi utili esistono alcune abitudini che possono peggiorare la situazione. È meglio evitare:
- ghiaccio direttamente sulla pelle;
- sfregamenti, scrub e spugne abrasive;
- rompere intenzionalmente le vesciche;
- staccare la pelle quando comincia a desquamarsi;
- indumenti molto aderenti sulla zona ustionata;
- prodotti molto profumati o potenzialmente irritanti;
- continuare ad esporre al sole la zona scottata.
L’ISS sconsiglia inoltre l’applicazione indiscriminata di prodotti topici contenenti antistaminici sulle scottature solari, perché alcune sostanze possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione. (ISSalute)
Quando la scottatura richiede il medico
Una lieve scottatura localizzata può generalmente essere gestita a casa. Bisogna invece prestare maggiore attenzione quando l’ustione è molto estesa o compaiono sintomi generali.
È opportuno chiedere rapidamente assistenza sanitaria in presenza di numerose o grandi vesciche, gonfiore importante, dolore intenso, febbre, brividi, nausea o vomito, forte mal di testa, vertigini, debolezza marcata, confusione o segni di disidratazione. (ISSalute)
Una particolare prudenza è necessaria nei neonati e nei bambini piccoli. Il Ministero della Salute ricorda che i bambini sotto i sei mesi non dovrebbero essere esposti direttamente al sole. (Ministero della Salute)
Anche chi assume farmaci fotosensibilizzanti o soffre di patologie cutanee dovrebbe chiedere consiglio se sviluppa una reazione importante dopo l’esposizione.
La pelle si spella: devo togliere le pellicine?
No.
La desquamazione che compare alcuni giorni dopo una scottatura rappresenta l’eliminazione delle cellule superficiali danneggiate. È una parte del processo naturale di rinnovamento cutaneo.
Tirare via la pelle che si sta staccando non accelera la guarigione e può provocare irritazioni o piccole lesioni.
Meglio continuare a idratare delicatamente e lasciare che la pelle si rinnovi spontaneamente.
La crema doposole allevia la scottatura, ma non elimina il danno UV
Questo forse è il messaggio più importante.
Docce fresche, impacchi, creme idratanti, gel lenitivi e analgesici possono farci stare meglio, ma non possono riportare indietro l’orologio e cancellare il danno cellulare già prodotto dalle radiazioni ultraviolette.
Una revisione della letteratura scientifica dedicata proprio al trattamento delle scottature conclude che la gestione è fondamentalmente sintomatica: possiamo controllare dolore, prurito e infiammazione mentre la pelle si ripara, ma nessun trattamento abituale è in grado di annullare il danno epidermico già avvenuto. (PubMed)
Per questo la migliore terapia rimane ancora la prevenzione.
Dopo una scottatura, la protezione dal sole conta ancora di più
Una scottatura non è semplicemente il “prezzo da pagare” per ottenere l’abbronzatura.
Le ustioni solari ripetute contribuiscono al fotoinvecchiamento della pelle e all’aumento del rischio di tumori cutanei. (ISSalute)
Quando torniamo all’aperto è quindi importante combinare più forme di protezione: cercare l’ombra nelle ore di maggiore irradiazione, utilizzare cappello e abbigliamento adeguato e applicare correttamente un prodotto solare ad ampio spettro.
E soprattutto ricordare che la crema solare non dovrebbe essere utilizzata per permetterci di rimanere indefinitamente al sole: è una parte della strategia di fotoprotezione, non un lasciapassare per prolungare l’esposizione.
In conclusione
Quando la pelle si è già scottata, non servono rimedi aggressivi né prodotti miracolosi.
La strategia migliore è molto più semplice: interrompere l’esposizione, raffreddare delicatamente la pelle, idratarla, bere adeguatamente e lasciare alla cute il tempo necessario per ripararsi.
Una crema lenitiva o un gel all’aloe possono rendere più sopportabile il bruciore, mentre un analgesico può essere utile quando il dolore è significativo, purché sia adatto alla persona che lo assume.
Se invece compaiono bolle diffuse, febbre, nausea, forte debolezza o altri sintomi importanti, la scottatura non va banalizzata: è bene rivolgersi al medico. E per scegliere il prodotto più adatto in base al tipo di scottatura, all’età e alle eventuali terapie in corso, il farmacista può aiutare a distinguere ciò che può essere trattato a casa da ciò che richiede una valutazione medica.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute: Scottature solari: cosa fare e cosa non fare per evitarle, aggiornamento novembre 2025. Consulta la fonte ISSalute
- Ministero della Salute: FAQ sulle ondate di calore, esposizione al sole e prevenzione. Consulta il Ministero della Salute
- American Academy of Dermatology: indicazioni dermatologiche per il trattamento delle scottature. How to treat sunburn – AAD
- NHS: indicazioni pratiche per la gestione della scottatura solare e segnali d’allarme. Sunburn – NHS
- Han A, Maibach HI. Management of acute sunburn. American Journal of Clinical Dermatology. Revisione della letteratura sul trattamento della scottatura. Studio indicizzato in PubMed
- Faurschou A, Wulf HC. Topical corticosteroids in the treatment of acute sunburn: a randomized, double-blind clinical trial. Archives of Dermatology. 2008. PMID 18490588. Studio PubMed
- Puvabanditsin P, Vongtongsri R. Efficacy of aloe vera cream in prevention and treatment of sunburn and suntan. Trial clinico randomizzato. PMID 16623024. Studio PubMed sull’aloe vera


