Back to school: il vero segreto per ripartire con energia

Last Updated: 11 Settembre 2026

Back to school: ripartire bene conta più che ripartire di corsa

Settembre riporta nelle case un rumore familiare: la sveglia al mattino, gli zaini da preparare, le colazioni un po’ di fretta, i compiti, lo sport e gli orari da rispettare. Dopo settimane in cui bambini e ragazzi hanno spesso dormito più tardi, mangiato a orari diversi e trascorso le giornate con maggiore libertà, il rientro a scuola richiede un vero e proprio riadattamento.

Non è necessario trasformare questo passaggio in un’operazione militare. E neppure cercare immediatamente qualcosa che “dia energia” o migliori la concentrazione. Nella maggior parte dei bambini e degli adolescenti sani, le cose più importanti sono molto meno spettacolari: sonno regolare, alimentazione equilibrata, movimento, pause, luce naturale e un po’ di tempo per riprendere il ritmo.

Proprio il 1° settembre 2026 gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno ricordato che le prime settimane di scuola rappresentano un’occasione preziosa per ristabilire sonno, alimentazione, attività fisica e buone abitudini quotidiane.

Rientro a scuola: il primo “integratore” è il sonno

Durante le vacanze l’orologio biologico tende facilmente a spostarsi. Si va a letto più tardi, ci si alza più tardi e la luce serale, insieme a smartphone, videogiochi e televisione, può contribuire a mantenere il cervello in modalità “giorno” proprio quando dovrebbe cominciare a prepararsi al riposo.

Il risultato si vede spesso al mattino: il bambino fatica ad alzarsi, l’adolescente sembra perennemente assonnato, la colazione viene saltata e nelle prime ore di scuola la concentrazione non è quella che i genitori vorrebbero. Non è semplice pigrizia. Il sonno partecipa alla regolazione dell’attenzione, della memoria, dell’umore e dell’apprendimento. L’American Academy of Sleep Medicine indica generalmente 9-12 ore nelle 24 ore tra 6 e 12 anni e 8-10 ore tra 13 e 18 anni. Anche la ricerca scientifica suggerisce una relazione tra sonno e rendimento scolastico. Una meta-analisi condotta su bambini e adolescenti ha osservato associazioni, seppure di entità moderata, tra qualità del sonno, durata del riposo, sonnolenza diurna e risultati scolastici. Una successiva revisione sugli adolescenti ha confermato soprattutto l’importanza della qualità del sonno, ricordando però che il rendimento dipende naturalmente da moltissimi altri fattori.

È interessante che proprio nel giugno 2026 l’Istituto Superiore di Sanità abbia dedicato due giornate di approfondimento ai disturbi del sonno negli adolescenti e al cosiddetto social jet lag: quella differenza tra gli orari seguiti nei giorni di scuola e quelli del fine settimana che può alterare ulteriormente il ritmo sonno-veglia.

Come riportare il sonno sui binari giusti

Quando possibile, conviene spostare gradualmente l’orario serale anziché pretendere che un ragazzo abituato ad addormentarsi a mezzanotte improvvisamente dorma alle 21.30. Aiuta anticipare progressivamente cena e preparazione per la notte, mantenere una sveglia abbastanza regolare anche nel fine settimana e ridurre smartphone, tablet e videogiochi nelle ore che precedono il sonno. Il Bambino Gesù suggerisce di iniziare questo riadattamento almeno 5-7 giorni prima dell’inizio delle lezioni. Ma se la scuola è già cominciata, non è affatto troppo tardi: la regolarità dei giorni successivi conta più della perfezione del primo giorno.

Colazione e merenda: energia sì, ma senza montagne di zucchero

Con la sveglia anticipata ritorna anche una vecchia difficoltà: “non ho fame”. La colazione non deve necessariamente essere enorme, ma uscire ogni mattina a digiuno per poi arrivare affamatissimi alla ricreazione non è una strategia ideale. Il Ministero della Salute raccomanda in età evolutiva un’alimentazione varia ed equilibrata, organizzata normalmente in tre pasti principali e due spuntini. Una colazione semplice può quindi prevedere, secondo abitudini e tolleranze individuali, latte o yogurt, pane o cereali, frutta fresca o frutta secca. Anche una colazione salata può essere una buona alternativa.

La merenda di metà mattina dovrebbe invece completare la colazione, non sostituirla. Non occorrono necessariamente snack “per studenti”, barrette energetiche o prodotti fortificati: spesso un frutto, uno yogurt, un piccolo panino o una semplice porzione di frutta secca sono sufficienti. Naturalmente le necessità cambiano con età, attività fisica, crescita e condizioni individuali.

Muoversi aiuta anche il cervello

Dopo cinque o sei ore trascorse tra banco, autobus e compiti, la tentazione è pensare che il modo migliore per recuperare sia il divano. In realtà il movimento rappresenta una parte importante della giornata scolastica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda tra i 5 e i 17 anni in media almeno 60 minuti al giorno di attività fisica di intensità moderata o vigorosa, prevalentemente aerobica. Non significa necessariamente frequentare ogni giorno una palestra o praticare sport agonistico: camminare, andare in bicicletta, giocare all’aperto e muoversi con gli amici contribuiscono al totale.

L’attività fisica è associata non soltanto alla salute cardiovascolare e muscolare, ma anche a benefici sul benessere psicologico, sulla qualità del sonno e sulle funzioni cognitive. L’ISS sottolinea inoltre il ruolo del movimento nella gestione dello stress degli adolescenti. Quando è possibile, anche andare a scuola a piedi può diventare un piccolo pezzo della strategia.

Zaino e postura: più organizzazione, meno peso inutile

Il back to school porta inevitabilmente con sé lo zaino. Più che inseguire regole rigide, è utile organizzarlo bene: eliminare ciò che non serve, mettere i libri più pesanti vicino alla schiena e utilizzare entrambe le bretelle. Sono proprio le indicazioni pratiche ricordate anche dagli specialisti del Bambino Gesù.  Durante lo studio è altrettanto importante evitare ore immobili nella stessa posizione. Una sedia adatta, un piano di lavoro all’altezza corretta e qualche breve pausa di movimento sono generalmente più utili della ricerca della “postura perfetta” mantenuta rigidamente per ore.

Il rientro non è soltanto fisico

C’è poi una parte del back to school che non entra nello zaino. Per alcuni bambini tornare a scuola significa ritrovare gli amici. Per altri significa affrontare una nuova classe, nuovi professori, il passaggio dalle elementari alle medie o dalle medie alle superiori. Anche chi normalmente vive bene la scuola può avere qualche giorno di irritabilità, stanchezza o preoccupazione. Non tutto deve essere interpretato immediatamente come un problema. Può essere utile chiedere non soltanto “come è andata l’interrogazione?”, ma anche “come ti sei trovato oggi?”, “hai rivisto i tuoi amici?”, “c’è qualcosa che ti preoccupa?”.

Il Bambino Gesù invita proprio a osservare i cambiamenti del comportamento senza allarmismi, lasciando a bambini e ragazzi il tempo necessario per adattarsi. Se però alterazioni importanti del sonno, dell’appetito, dell’umore, del comportamento o del rendimento persistono, è opportuno parlarne con il pediatra.

Back to school e integratori: servono davvero?

Settembre è anche il periodo in cui compaiono pubblicità di prodotti “per memoria”, “energia”, “studio” e “concentrazione”. Qui è importante mantenere un po’ di senso critico. Un integratore non può compensare sistematicamente un bambino che dorme troppo poco, salta la colazione, trascorre gran parte della giornata seduto e arriva alla sera davanti allo smartphone. Il Ministero della Salute definisce gli integratori come prodotti destinati a integrare la comune dieta, non a sostituirla. In un bambino sano che segue un’alimentazione sufficientemente varia non è quindi corretto pensare che settembre richieda automaticamente un multivitaminico. Esistono però situazioni differenti: diete molto selettive, alimentazione vegana o vegetariana non correttamente pianificata, allergie o esclusioni alimentari, particolari patologie, terapie farmacologiche o carenze documentate. In questi casi un’integrazione può essere utile o necessaria, ma va scelta in maniera mirata con il pediatra o con il professionista sanitario che segue il bambino. Lo stesso vale per vitamina D, ferro o altri micronutrienti: “più” non significa automaticamente “meglio”. Una buona ripartenza non deve essere perfetta. Forse questo è il messaggio più utile del back to school. Non serve che dal primo lunedì di settembre tutto funzioni come un orologio. Il corpo e la mente hanno bisogno di qualche giorno per riadattarsi.

Una settimana con orari un po’ più regolari, una colazione tranquilla, più movimento, meno schermi alla sera e un dialogo sereno sulla scuola possono fare più di molte soluzioni complicate. E se qualcosa non torna — una stanchezza molto intensa, difficoltà importanti di concentrazione, sonnolenza persistente, cambiamenti marcati dell’appetito o dell’umore — vale la pena non liquidare tutto come semplice “svogliatezza”.

Il pediatra, il medico e il farmacista possono aiutare a capire quando è soltanto il normale periodo di adattamento e quando invece è opportuno approfondire.

Il nuovo anno scolastico non è una gara che si vince il primo giorno. È un percorso lungo. E, come spesso accade nella salute, partire con un ritmo sostenibile vale più che partire velocissimo.

Fonti

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Rientro a scuola: primo check-up di salute dei bambini, 1 settembre 2026. Consulta la fonte

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, La sorveglianza HBSC e le alterazioni del sonno negli adolescenti, giugno 2026. Consulta l’approfondimento ISS

Ministero della Salute, La prevenzione nel bambino e nell’adolescente. Consulta la fonte

World Health Organization, Physical activity recommendations. Consulta le raccomandazioni OMS

Dewald JF et al., The influence of sleep quality, sleep duration and sleepiness on school performance in children and adolescents: a meta-analytic review, Sleep Medicine Reviews. PMID 20093054. Studio su PubMed

Musshafen LA et al., Associations between sleep and academic performance in US adolescents: a systematic review and meta-analysis, Sleep Medicine. PMID 33991893. Studio su PubMed