Lo sfigmomanometro: il bracciale che misura il cuore
La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue spinge contro le pareti delle arterie ogni volta che il cuore batte.
Quando il cuore si contrae e spinge il sangue fuori, si parla di pressione sistolica, o “massima”.
Quando invece si rilassa per riempirsi di nuovo, abbiamo la pressione diastolica, o “minima”.Questi due valori sono fondamentali per capire se il nostro sistema cardiovascolare funziona bene oppure no.Come li misuriamo?
Con lo sfigmomanometro. Nome complicato, lo so.Ma se lo scomponiamo, tutto diventa più chiaro:
“Sfigmo” viene dal greco e significa “polso”, mentre “manometro” è uno strumento che serve a misurare la pressione.
Quindi, in pratica, è uno strumento per misurare la pressione del sangue a livello del polso.
Nell’antichità non si parlava di “pressione arteriosa” come facciamo oggi.
I medici antichi – pensiamo ai cinesi, agli egizi, ma anche ai greci – valutavano il polso con le dita, cercando di capire se era forte, debole, veloce, irregolare…
Era più un’arte che una scienza, un po’ come leggere il corpo “a intuito”.
Poi, nel 1700, un certo Stephen Hales fece un esperimento un po’ crudo, ma geniale: infilò un tubo di vetro in un’arteria di un cavallo e osservò quanto saliva il sangue nel tubo. Fu la prima vera misurazione di pressione sanguigna.


